Esperto Google Ads



Alessandro De Tommaso

Mi piace definirmi un Consulente Web Marketing orientato ai risultati commerciali.

In pratica aiuto aziende ed imprenditori attraverso gli investimenti online ad incrementare le vendite o la presenza nel digitale, ottimizzando la comunicazione e l’utilizzo di piattaforme pubblicitarie come Google Ads per incrementare le vendite ottimizzando gli investimenti online. 

Dal 1996 che vedo crescere i fatturati e le vendite dei miei clienti, ed è la cosa che mi da più soddisfazione, e questo lo faccio cercando di capire l’uomo prima del business.

Tel. 02 87176647

L’E-Commerce in Italia

L’E-Commerce in Italia – Il 12% delle società italiane opera nell’e-commerce e il 79% di loro lo fà nell’ ambito consumer.
Rispetto alla vendita offline che negli ultimi 10 anni ha visto chiudere circa 63 mila negozi (-11%), il Registro Imprese conferma l’andamento dell’e-commerce in Italia: in tutto il 2019, le imprese attive che si sono registrate con codice ATECO 47.91.1 relativo al commercio elettronico (primario o secondario) sono 6.968 ovvero il 20% in più rispetto a quelle che si sono registrate nel 2018.

Le attività che si registrano con codice primario, indicano come attività principale la vendita online, o che comunque hanno come codice prevalente in termini di fatturato quello e-commerce, sono il 68% (nel 2018 questa percentuale era del 54%).

In Italia la diffusione dell’e-commerce tra la popolazione dai 2 anni in su ha raggiunto una quota pari al 70% registrando, nel mese di dicembre 2019, una media di 41,5 milioni utenti unici nel mese, in linea con lo scorso anno.

Il desktop continua a diminuire (da 28,4 milioni di utenti unici a 25,7. In due anni questo dato . diminuito di 10 mila utenti). La spesa media per persona all’anno è pari a 668 euro.

Rispetto alla legislazione, dal 2019 per tutti i soggetti passivi che, come marketplace e altre piattaforme, facilitano la vendita a distanza di beni all’interno dell’UE, è obbligatorio comunicare alla Agenzia delle Entrate alcune informazioni che riguardano i fornitori e le vendite online.

In particolare devono essere condivisi i dati anagrafici dei fornitori e il numero totale delle unità vendute in Italia per ciascuno, con anche il prezzo di vendita.

La prima dichiarazione, prevista ad ottobre, riguardava il venduto dei cinque mesi precedenti, per poi diventare una comunicazione trimestrale.

Questa operazione consente di monitorare meglio le vendite online di tutte le piattaforme e in caso non venga effettuata il soggetto è considerato debitore d’imposta.

La Web tax è entrata in vigore nel 2020 e si stima che consentirà ingressi per lo Stato Italiano per circa 700 milioni di euro all’anno.

La tassa prevede il 3% sui ricavi dei servizi delle aziende tecnologiche che fatturano oltre 750 milioni di euro a livello globale, di cui 5,5 milioni in Italia (Tutti parlano di web tax, ma a che punto è E-Commerce in Italia è davvero?).

Una clausa di caducità prevede che questa tassa sarà presente fintanto che non verrà trovato un accordo internazionale per l’introduzione di una tassa standardizzata, che era prevista per fine 2020.

Il 76% degli utenti e-commerce ha acquistato da mobile nel corso dell’ultimo anno, contro una media europea del 64%.

Il 98% degli utenti ha acquistato tramite marketplace nel corso dello scorso anno e 31,6 milioni di persone hanno acquistato online da siti esteri, in particolare si acquista da Cina, UK, Stati Uniti e Germania. (L’E-Commerce in Italia)

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